Tra gennaio e marzo 2025, WASTED ritorna in Friuli Venezia Giulia e porta a Trieste e a Gradisca d’Isonzo otto graffianti voci del panorama artistico contemporaneo.
Nei luoghi-simbolo dell’area transfrontaliera, artiste e artisti si confrontano su alcuni dei temi caldi della questione femminile odierna, rintracciando sentieri e collegamenti, ipotizzando antidoti e nuove chiavi di lettura ai fenomeni che hanno contraddistinto la disparità di genere.
Una mostra diffusa, suddivisa concettualmente in quattro capitoli, che presenta visioni e suggestioni provenienti dal mondo dell’arte sul rapporto uomo-donna-natura-società, attivando circuiti di pensiero critico sull’iconografia e sulla rappresentazione visuale, sui temi dello sguardo e del corpo in rapporto alla società, rintracciando e suggerendo quei percorsi culturali collettivi che possono accorciare la distanza tra i generi.
Una serie di appuntamenti, performance e talk, con approfondimenti tematici sulle ricerche di progetto, che si aprono a nuovi pubblici tramite collaborazioni basate sui contenuti.
CALENDARIO MOSTRE ED EVENTI
Venerdì 17 gennaio 2025 | 10:00 – 12:00
Sala Veruda, Trieste
Preview della mostra con la stampa e visita guidata speciale (aperta alla stampa, alle classi scolastiche e ai gruppi prenotati)
Sabato 25 gennaio 2025 | 9:00
Museo Friulano di Storia Naturale, Udine
De-colonizzare il museo: workshop per operatori culturali, genitori, educatori con l’artista Leyla Degan.
Prenotazione obbligatoria a prenotazioni@iodeposito.org
A partire dalla residenza artistica della fotografa e archivista italo-somala Leyla Degan in FVG, il progetto propone una riflessione collettiva sulla presenza italiana nelle ex colonie attraverso l’uso critico e consapevole di fotografie d’archivio.
Un laboratorio pratico per riconoscere le strutture di potere intrinseche alla fotografia coloniale, riflettendo sucome queste immagini costruiscano e mantengano narrazioni razziali e gerarchie di dominio. Verranno esplorate nuove modalità di approccio ai documenti d’archivio e verranno proposte nuove pratiche di osservazione critica e di conservazione per interrogare i contenuti di musei e archivi.
Il workshop vedrà il museo non solo come luogo di conservazione, ma come uno spazio di contatto, dove diventa fondamentale interrogarsi sul significato del patrimonio custodito e sulle modalità più appropriate per la sua esposizione e divulgazione.
Temi chiave e buone pratiche
- La fotografia come strumento di violenza coloniale: analisi delle immagini come testimonianze di un passato violento. Come rielaborare queste memorie per promuovere una consapevolezza critica?
- Pratiche partecipative di archiviazione e contro-archiviazione: coinvolgimento e accesso dellacomunità per trasformare gli archivi in spazi di riflessione.
A partire dalle esperienze di Leyla Degan, saranno presentati esempi e progetti sviluppati dal duo SITAAD (Leyla Degan e Naima Hassan). I partecipanti metteranno in pratica le metodologie apprese in attività di gruppo, confrontandosi con la complessità dei documenti d’archivio e con le sfide etiche legate al loro utilizzo. Metodologie che potranno essere replicate in diversi contesti: dalle visite museali agli atelier creativi, dalle sedute di arte-terapia ai laboratori in museo per adulti, ragazze e ragazzi.
Programma
Ore 9.00 | Colazione con l’artista! Per fare le presentazioni in un’atmosfera informale e caricarsi di energie, la colazione sarà servita nell’atrio del museo.
Ore 9.30 | Saluti dell’Assessore a Istruzione, Università e Cultura del Comune di Udine Federico Angelo Pirone e quadro introduttivo a cura degli organizzatori. A seguire: intervento della Dott.ssa Paola Visentini (Museo Friulano di Storia Naturale) a illustrare i materiali e l’archivio che hanno ispirato l’azione.
Ore 9.45 | Tre pilastri per de-colonizzare il museo. Intervento di Leyla Degan e illustrazione di buone pratiche e progetti nella sala didattica del museo.
Ore 10.30 | Lavoro di gruppo, confronto e restituzione finale.
Leyla Degan è un’artista e archivista fotografica italo-somala con sede a Milano.
Lavora oltre i confini degli archivi e delle arti visive. Nel 2023 è stata artista-archivista in residenza presso Numeroventi, Recovery Plan Firenze. Ha presentato lavori all’Acre Hub, Curating Black Art in Italy, Africa Center e Tate Modern. Insieme a Naima Hassan, ha fondato SITAAD, una piattaforma e collaborazione artistica. Nell’ambito di sitaad, un tipo di incontro devozionale organizzato da donne somale, il duo sperimenta formati artistici all’interno di siti coloniali, musei e archivi.
Sono attualmente Hub Residencies Fellows presso il College of Liberal Arts, Università del Minnesota. La borsa di studio biennale culminerà con la presentazione di due progetti a lungo termine, Transmigrating Cassettes e Studio Sawiro.
Giovedì 30 gennaio 2025 | 18.00
A partire da Sala Veruda, Trieste
TIDÉ – REFORMATION / Multiple Body Walk / Performance di Abigaïl Sia
È gradita la prenotazione a prenotazioni@iodeposito.org
Camminare per catturare il flusso della storia, camminare per riflettere sull’impatto della violenza razziale e di genere sul corpo e sulla mente. Con TIDÉ Reformation, il cammino diventa un atto di guarigione e ricostruzione, trasformando le ferite in forza e i silenzi in visibilità.
La performance inizia alla Sala U. Veruda, in un’immersione musicale e sensoriale, dove l’artista condivide un frammento degli stati d’essere di TIDÉ. Un viaggio tra dolore, resistenza e speranza.
Poi, il cammino prosegue nelle strade di Trieste, dove il suo passaggio interroga i racconti collettivi.
Avvolta in una seconda pelle plastica, sia armatura che specchio delle cicatrici sociali, Tidé traccia un cammino di resistenza. All’incrocio tra l’intimo e il politico, quest’opera toccante celebra la forza vitale di coloro che camminano per i diritti umani.
Abigaïl Sia (1990, Francia), artista multidisciplinare franco-ivoriana e italiana, sviluppa una pratica artistica che fonde performance e attivismo. Il suo lavoro si concentra sull’esperienza di individui razzializzati in una società postcoloniale, con un interesse particolare per l’invisibilità e per le conseguenze dell’impatto della violenza sistemica su corpi, psiche e metabolismi, che affronta attraverso un approccio de-coloniale.
Le sue performance esplorano anche la dualità degli stati emotivi e comportamentali, così come la trasformazione del corpo e della mente in risposta al trauma. Pone la “resistenza incarnata” al centro del suo lavoro.
Sabato 1 febbraio 2025 | 11.00
A partire da Polo Culturale di Casa Maccari, Gradisca d’Isonzo
Preview della mostra con le autorità e i giornalisti, e performance urbana di Abigaïl Sia
Avvolta in una pellicola plastica l’artista si aggira per la città. L’imballo irrigidisce i suoi movimenti e la caratterizza per il fatto di essere oggettualizzata e degradabile: una rappresentazione concreta di tutti quegli agenti che ostano alla libertà di movimento della donna, frenata ancor più brutalità quando afro-discendente.
L’azione è una “mise en forme” del pregiudizio, impersonato dal soffocante involucro che avvolge l’artista e che la accompagna in ogni dove, stringendo movimento e respiro. Sorprendente nel suo linguaggio diretto e provocatorio, durante la performance, l’artista, seduta nei caffè della principale via Ciotti, sugli autobus urbani, o de- ambulando per le vie cittadine, cerca la coabitazione con un sistema che manipola il suo spazio vitale e limita il suo movimento attraverso pareti trasparenti: una metafora dell’esperienza femminile, equiparata a quella razziale: è facile avvertire il pericolo di soffocamento, ma al contempo è possibile individuare un movimento che permetta di sovvertire dall’interno tale condizione di limitatezza.
Il corpo dell’artista simbolizza la metamorfosi e la consapevolezza, in una necessaria quanto sfidante danza pelle a pelle con il vello plastico della disparità. La “walking performance” dura circa un’ora, al termine della quale si tornerà presso Casa Maccari per il suo finale. Tutte le partecipanti e i partecipanti saranno invitati a prendere parte ad un rilassato e informale talk con l’artista durante il brindisi di inaugurazione, per scambiarsi impressioni e riflessioni.
La partecipazione alla performance è gratuita, si consiglia prenotazione a prenotazioni@iodeposito.org
I ragazzi, le ragazze, i bambini e le bambine sono i/le benvenute/i.
Mercoledì 12 marzo 2025
Carinarnica, Nova Gorica, Slovenia
Una giornata di visite guidate gratuite bilingui, dedicate alla video-opera di Marta Lodola “Covered”.
È gradita la prenotazione a prenotazioni@iodeposito.org
LUOGHI DELLA MOSTRA, ORARI E INGRESSI:
TRIESTE
Sala Veruda di Palazzo Costanzi, Piazza Piccola 2, Trieste
Tutti i giorni, dal 18 gennaio al 2 febbraio 2025
10.00 – 13.00 e 17.00 – 20.00
Ingresso gratuito
GRADISCA D’ISONZO
Polo Culturale di Casa Maccari, via della Campagnola 18, Gradisca d’Isonzo (GO)
Dal 1 febbraio al 30 marzo 2025
Orari di apertura:
mar 10.30 – 12:30
mer 16:00 – 19:30
gio 10.30 – 12:30 e 16.00 – 19.30
ven 16:00 – 19:30
sab 10.30 – 12:30 e 15.30 – 19.00
dom 10.00 – 12.30 e 15.30 – 19.00
Ingresso gratuito
Visite guidate gratuite disponibili in loco e su prenotazione, per informazioni e necessità particolari: prenotazioni@iodeposito.org
ATTIVITÀ DIDATTICHE
La mostra collega le sue attività a laboratori creativi e pratici, sui temi di interesse dell’esposizione, appositamente studiati per ragazzi di età 10+ dalle arte-terapeute di Comfort Zone presso:
- Atelier presso la Scuola Secondaria di Gradisca d’Isonzo dell’I.C. della Torre-Verni
- Spazi aggregativi di Fogliano Redipuglia e di Mariano del Friuli
- Consiglio Comunale delle Ragazze e dei Ragazzi di Romans d’Isonzo, al Polo Culturale di Casa Maccari







