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COSE DI CASA

Opera d’arte ambientale di Guido Mitidieri, 2026
“Scorzoni” di abete provenienti dal patrimonio forestale del territorio, Ø 11 metri

Chi nasce tondo non può morire quadrato. Così recitava un vecchio adagio popolare. Eppure questa sensibilità all’assurdo, l’assurdo consistente in un tempo in cui il tondo è quadrato, gli abitatori del tempo non l’hanno più. Quando si chiede loro se ci sia stato o ci sarà un tempo in cui il tondo è stato un quadrato, con molta disinvoltura risponderanno di sì. Queste le “Cose di casa”, titolo dell’installazione di Land Art, che l’architetto e artista concettuale fiorentino Guido Mitidieri porta all’attenzione del pubblico nell’ottava edizione del progetto “Peripheral Memories”. L’artista lo fa con un’opera di grandi dimensioni (11 metri di diametro per la circonferenza maggiore) ma che nonostante le dimensioni considerevoli non perde la delicatezza e il tatto che occorrono per affacciarsi verso un paesaggio interiore. Un paesaggio che, come il Carso, è abitato da memorie del passato recente che si intrecciano e urtano con un presente in bilico, come la serie di circonferenze concentriche (4) che compongono l’opera. Ogni circonferenza è stata realizzata mediante la giustapposizione di sezioni di corteccia di tronchi di abete locale, in gergo chiamati “buccioni” o “scorzoni”, in un numero totale di 550 elementi di diverse lunghezze (2,5 – 1,5 – 1 metri). Le sezioni di tronco si susseguono una di fianco all’altra, in un ritmo costante e quasi ipnotico.
Al centro dell’opera campeggia una circonferenza in cui il legno di abete è stato sottoposto ad un processo di combustione controllata che lo ha portato alla carbonizzazione e al colore nero caratteristico. Simile al nero di un pensiero, profondo come il fiume Isonzo che scorre a pochi metri dall’installazione, che identifica i differenti, il tondo e il quadrato, la notte e il giorno, la veglia e il sonno.

I LABORATORI COMFORT ZONE CON L’ARTISTA GUIDO MITIDIERI

L’installazione approccia i temi e i modi dell’arte relazionale: hanno partecipato alla realizzazione dell’opera circa 60 tra ragazzi e ragazze tra gli 11 e 17 anni, provenienti da Sagrado, da Villesse e dai comuni limitrofi.
La genesi dell’opera è stata configurata come un laboratorio didattico a cielo aperto, nell’idea di riavvicinare i partecipanti ad un paesaggio domestico, le rive del fiume Isonzo e la golena renale, un paesaggio che, seppur familiare, assume spesso connotati estranei e distanti. I gruppi di lavoro così coinvolti in azioni di cittadinanza attiva hanno interagito con il processo creativo dell’opera, sia con attività ludico ricreative che con parentesi pratiche di progettazione e costruzione fianco a fianco con l’artista.

GUIDO MITIDIERI

Guido Mitidieri (Firenze 1990) elabora opere astratte tra arte, architettura e installazione. Il suo percorso educativo inizia alla Scuola di architettura di Firenze. Si laurea nel 2015 con una tesi sull’architettura di emergenza di Lampedusa. L’anno seguente si trasferisce in Finlandia dove segue il Wood Program dell’Aalto University di Helsinki. Vi resterà per i successivi 6 anni. Nel 2021 consegue il Master in Death Studies and the End of Life (UniPd) acquisendo il titolo di tanatologo. Qui comincia ad accostare sistematicamente il bisogno di edificare la Terra, alle esperienze umane fondamentali legate all’intreccio vita-morte.

COMFORT ZONE – Tutt’altro che esclusivi

Il progetto Comfort zone, attivo dal 2015 principalmente in FVG, ha da sempre puntato a creare dei contesti educativi e di ricerca artistica orientati all’inclusione: questo significa immaginare laboratori che tengano conto dei singoli partecipanti e del gruppo che si crea, plasmando le proposte artistiche in modo da far sentire ciascuno libero di sperimentare ed esprimersi, attraverso un proprio personale linguaggio. In questo spazio democratico, può quindi crescere la relazione, favorendo il benessere di tutte e tutti, nessuno escluso.
immagine con altri spunti contenutistici tratta dal sito internet.
Comfort Zone è il metodo che guida tutte le progettualità educative e formative di IoDeposito ETS, sviluppando soft e life skills attraverso gli strumenti dell’arte contemporanea per contribuire al benessere giovanile e dell’intera società.
A partire dal 2015 abbiamo sviluppato molteplici progettualità, consolidando il metodo e rilevando in modo sistematico impatti e risultati.