Peripheral Memories

26.10.2023 | Eventi e mostre passati

Tra metalli e polveri, resti lignei e stralci di vele, 10 artisti contemporanei internazionali raccontano la relazione tra l’industria e il territorio, concentrandosi particolarmente sul tema dei cantieri navali di Monfalcone.

In mostra, immerse in un’atmosfera chiaroscurale, forti di una potente sensorialità, un insieme di opere d’arte materiche e sonore che spaziano dal linguaggio neo- pop all’acquerello, dalla pittura di gesto e dalla video-arte, sino all’installazione e alla scultura con materiali organici.

Concentrandosi sul contesto di Monfalcone e sulle sue unicità, il progetto ha voluto la realizzazione di residenze per artisti internazionali. Gli artisti hanno lavorato a contatto con la popolazione, con i musei e con le aziende locali (grandi e piccole) proponendo una ricca e sfaccettata indagine sociale e culturale, restituita in mostra agli occhi del visitatore in chiave estetica e simbolica.
Il compito di raccontare le sfaccettature della storia industriale del territorio monfalconese è stato affidato a 10 graffianti voci creative. Gli artisti sono entrati nelle aziende e nei siti di archeologia industriale, hanno conosciuto gli imprenditori e i lavoratori, toccato e utilizzato i loro materiali, intervistato i cittadini, ricercato fotografie e documenti in archivi e musei, studiato l’ambiente naturale e la sua antropizzazione. Si sono nutriti delle suggestioni provenienti dal settore nautico e navale, che da decenni rappresenta il cuore produttivo e occupazionale dell’area, tra luci e ombre. Muovendosi tra i patrimoni del territorio, hanno realizzato opere d’arte in grado di evocarne l’identità produttiva, con forme, materiali, gesti, elementi sensoriali.

In mostra opere di Neja Tomšič (SLO), Boris Beja (SLO), Nathalie Vanheule (BEL), Deimion Van Der Sloot (NLD/ARG), Laura Santamaria (ITA), Claudio Beorchia (ITA), Andreja Kargačin (SRB), Alice Mestriner & Ahad Moslemi (ITA, IRN), Yilin Zhu (CHN). La mostra sarà visitabile dal 17 novembre 2023 al 7 gennaio 2024.

La vernice della mostra giovedì 16 novembre alle 12.00 con visita guidata speciale per le scuole, le aziende e per le autorità e la cerimonia di donazione delle opere di Neja Tomšič e Andreja Kargačin alla Città, al cantiere Alto Adriatico Custom e alla Veleria Hannibal.

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Orari

Lunedì, venerdì, sabato e domenica / dalle 10:00 alle 18:00.
L’accesso alla sola esposizione Peripheral Memories è gratuito.

Visite guidate alla mostra e laboratori

Sono previste visite guidate gratuite alla mostra Peripheral Memories per i sabati 25.11, 9.12, 23.12 e 6.01 dalle 16:00 alle 18:00 (è gradita prenotazione).

Sono inoltre previsti, su prenotazione e nelle stesse giornate e orari delle visite guidate speciali,  laboratori artistici gratuiti dai 6 ai 14 anni. Per i genitori e accompagnatori delle bimbe, dei bimbi e degli adolescenti, nelle giornate di laboratorio le visite guidate al Museo della Cantieristica sono offerte al prezzo ridotto di 5,00 € per l’ingresso e di 4,00 € per la visita.

Per informazioni e prenotazioni prenotazioni@iodeposito.org

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Il progetto Peripheral memories

Peripheral Memories è un progetto che mira a rivisitare il rapporto tra la Storia, il territorio della Regione Friuli Venezia Giulia e le aziende che lo abitano, attraverso il potere estetico e simbolico dell’arte contemporanea.

È il racconto di un processo di crescita industriale e della successiva smobilitazione nelle zone dell’estremo confine di nord est: le Alpi Giulie e il Carso, la pedemontana Udinese e l’Isonzo.

Tali territori sono stati bersaglio, nel secolo breve, della crescita di economie a fine bellico e difensivo: la presenza del confine ha determinato una fase di militarizzazione e industrializzazione volta a sfruttare il territorio e le operose genti. Queste economie si sono dimostrate “transizionali”: hanno impiegato solo pro tempore le risorse, spostando altrove, al mutare delle condizioni storiche, il loro raggio d’azione. Con la caduta del muro di Berlino e la fine della guerra fredda, si è dunque avviato nell’area un processo di disinvestimento che ha inciso profondamente su entrambe le vite della natura e dell’uomo.

Il territorio appare punteggiato da luoghi-fantasma: ex caserme, ex fabbriche, archeologie industriali incastonati nel paesaggio fluviale, montano e collinare. Essi rappresentano un lascito non solo novecentesco ma plurisecolare: sono il retaggio di un’idea, di Carso e cinta Giuliana come spartiacque tra occidente e oriente (il mondo Ottomano, poi Jugoslavo-Balcanico, e infine Russo) e come confine da presidiare e da sfruttare per nutrire le economie difensive.

In questo scenario Peripheral Memories è anche la valorizzazione di saperi produttivi che aziende tutt’oggi attive tramandano da decenni. Queste imprese hanno nel loro settore di appartenenza una valenza simbolica: legate alla tradizione, alla storia e alla cultura del luogo, sono state capaci di aprirsi all’innovazione anche tramite la collaborazione con il settore creativo.

 

www.bsidewar.org / www.mucamonfalcone.it