MEMORY TREES – Installazione di Land Art sull’altopiano del Carso

31.12.2017 | Notizie


L’opera di land art “Memory Trees” sarà installata sul Carso, a Gradisca d’Isonzo e in prossimità della Dolina dei Bersaglieri (Fogliano Redipuglia) nel mese di maggio 2018. L’azione artistica di conferimento degli oggetti e loro inserimento nei fusti, sarà aperta al pubblico anche nella sua fase finale (24 e 25 maggio, in tali date, dalle 16.00 alle 20.00, saranno disponibili visite guidate gratuite con l’artista, direttamente in loco).
Inoltre, i laboratori didattici COMFORT ZONE, sono dedicati alla raccolta di memorie familiari e locali utili per la creazione dell’opera, e la partecipazione è gratuita (Per info e prenotazioni: info@iodeposito.org / +39 375 5532009), i ragazzi dagli 11 ai 16 anni potranno inoltre partecipare ad alcune sessioni speciali di laboratorio a Gradisca d’Isonzo e Fogliano Redipuglia, per entrare in contatto con la Land Art e sperimentarne i modelli.

Nell’installazione di land art Memory Trees di Andrea Tessari, gli alberi, le cui radici si intrecciano spingendosi in profondità nella terra, la cui corteccia di anno in anno cresce tracciando cerchi concentrici che sanciscono lo scorrere del tempo, diventano spettatori attivi e testimoni degli avvenimenti che segnano il territorio. Il loro tronco è capace di imprigionare al suo interno l’incedere del tempo: è osservabile infatti come gli alberi cresciuti nei territori segnati dal conflitto portino profonde ferite e cicatrici, nonché resti materici e residui bellici, quali proiettili, bossoli e armi da fuoco.
La storia del nostro territorio è profondamente connessa al trascorso della Grande Guerra: la natura che circonda Sagrado, Fogliano Redipuglia e l’area del Carso Goriziano è stata ferita dagli atti violenti di un conflitto di cui ha conservato la memoria e le spoglie nei suoi stessi corpi fisici (fusti, tronchi, radici). Natura, ricordi familiari, ricordi di una terra, si uniscono in un’opera unica capace di tramandare nel tempo frammenti di vita comune, riproducendo artificialmente quel sistema di conglomerazione naturale, attraverso il quale la pianta fagocita l’oggetto: in Memory Trees piccoli oggetti incastonati all’interno di una resina naturale (nuova ambra) e poi innestati nei fusti degli alberi, diventano scrigni naturali di ricordi preziosissimi, sono anzi essi stessi chiavi dei ricordi, aprendo serrature che si spalancano in una vastità di memorie storiche del secolo breve, memorie familiari e personali che si intrecciano tra loro.

ResinaLa resina speciale creata dall'artista
resinaLa resina speciale creata dall'artista (prima fase di installazione)
il processo di crescita dell'albero attorno all'oggettoil processo di crescita dell'albero attorno all'oggetto
il processo di crescita dell'albero attorno all'oggettoil processo di crescita dell'albero attorno all'oggetto
il processo di crescita dell'albero attorno all'oggettoil processo di crescita dell'albero attorno all'oggetto
il processo di crescita dell'albero attorno all'oggettoil processo di crescita dell'albero attorno all'oggetto
Le sculture dei Buddha di AyutthayaLe sculture dei Buddha di Ayutthaya
Le sculture dei Buddha di AyutthayaLe sculture dei Buddha di Ayutthaya
Carsol'altopiano del Carso, aspro e battuto dal vento
Carsol'altopiano del Carso, aspro e battuto dal vento
CarsoIl cespuglio di Sommacco, detto "sangue del Carso"
Carsola vegetazione rosso sangue dell'altopiano del Carso
TrinceeTrincee e tunnel della Prima guerra mondiale sul Carso
Manca Bajec Venezia 2

Memory Trees, l’opera di Andrea Tessari, in collaborazione con Giovanna Bressan che ne ha curato il video e l’attività connessa di raccolta memorie. Tessari è un artista e designer originario di Sagrado, fortemente legato alla storia del proprio territorio, si ispira proprio a questa capacità intrinseca degli alberi di essere portatori di una memoria storica, e della forza primitiva che questa memoria arcaica, sapientemente conservata dalla natura, porta con sé: l’installazione traduce in chiave universale il sentire di un territorio specifico, richiamando forti immagini archetipiche, che sono comuni a tutte le culture (come quelle delle statue di Ayutthaya, custodite dalle radici delle mangrovie).

La sua installazione di land art, si sviluppa attraverso un processo tipico dell’arte relazionale, tramite il coinvolgimento di cittadini e famiglie, ai quali viene chiesto di condividere le proprie memorie, conferendo all’artista piccoli oggetti cui tali memorie sono legate: l’artista li preparerà per essere incastonati nel tronco con la resina. Con l’incedere del tempo, il tronco, crescendo, assorbirà la memoria delle genti in questo modo anche in senso fisico.
Scavando nell’intimo delle persone e consegnando il custodia le loro memorie alla natura, l’artista apre nuove prospettive sul fenomeno della Prima guerra mondiale, indagandone i lasciti e i retaggi alle generazioni che oggi vivono sul territorio, preservando in modo quanto mai visibile e materico, una memoria impalpabile, in costante rischio di estinzione.
Memory Trees si propone come un’indagine visiva e sensoriale sugli esiti del conflitto, inglobata direttamente nel corpo naturale, ricostruendo, con un linguaggio poetico e artistico, le connessioni che sussistono tra il modo in cui oggi percepiamo il mondo e i fatti conflittuali del vicino ieri.
Saranno necessari circa 4 anni affinché l’installazione possa considerarsi del tutto ‘finita’, raggiungendo la pienezza estetica voluta dall’artista, ma la sua forza espressiva sta proprio nella capacità di modificarsi sotto agli occhi del visitatore giorno per giorno, invitandolo ad un contatto continuo con l’opera stessa.

Con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia (eventi e manifestazioni sulla Grande Guerra), con il sostegno di Fondazione Carigo

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