Dal 28 giugno 2024 alla B#S Gallery

Post Colonial Frames

27.06.2024 | In evidenza

La mostra Post Colonial Frames presenta prospettive intersezionali sul tema del colonialismo, prendendo a riferimento soprattutto il colonialismo europeo-occidentale nei confronti dell’Africa, guardando al fenomeno da un punto di osservazione diverso rispetto a quello tradizionale del libro di testo.

Attingendo alle voci innovative nell’ora del “Rinascimento Africano” la mostra propone una selezione di opere che nella B#S Gallery a Gradisca d’Isonzo rilasciano tutta la loro carica espressiva, soprattutto ricorrendo all’incrocio di linguaggi videografici e materici – in particolare tessili. L’evocazione della memoria come filamento e come intreccio che si annoda in sotto-trame, e il suo fertile incontro con la videografia e la fotografia quali media che sottintendono il processo di svelamento, è alla base delle interpretazioni di artiste e artisti originari di diversi luoghi dell’Africa, oppure nati in Italia (anche afro-discendenti).

Dagli accadimenti nel Golfo della Guinea all’apartheid Sudafricano, giungendo alle poco conosciute circostanze che riguardano le ex colonie italiane nel Corno d’Africa, l’ultimo capitolo della mostra si sposta sul tema dell’esperienza coloniale come fenomeno che ha investito il territorio transfrontaliero nel quale viviamo, accomunando l’esperienza del continente Africano a quella del territorio confinario di Nord-Est.

Senza pretesa di esaustività, il complesso e controverso fenomeno del colonialismo viene catturato nella sua natura multiforme dall’occhio sensibile degli artisti contemporanei, che ne reinterpretano i simboli archeticipi esprimendosi su alcuni dei temi più caldi. La nuova visione, impastata di farina, dimorata da specie botaniche trapiantate e tenuta insieme da fili che si tendono ricucendo una memoria a rischio di estinzione, permette al visitatore di entrare in contatto con le esperienze di chi a tutt’oggi porta i lasciti dell’ “impresa coloniale”.

Ulteriore obiettivo della mostra, è favorire l’utilizzo didattico della densa produzione audio-video delle artiste e artisti contemporanei africani e delle organizzazioni che in Africa (numerose e sottovalutate) si occupano di sviluppo del benessere attraverso l’arte contemporanea. Se è vero che le fonti materiali d’archivio riguardanti l’Africa sono poco accessibili in Europa, è anche vero che la grande produzione di contenuti video e digitali ad opera del settore creativo Africano ci invita ad interpretare il web (gli archivi online e YouTube soprattutto) come nuovo strumento di indagine sullo stato dell’Arte Africana. Ringraziamo le artiste e gli artisti che hanno deciso di lasciare testimonianze liberamente fruibili nel web, a vantaggio delle nuove generazioni: la mostra è equipaggiata di un ampio apparato di approfondimento didattico – video-visite agli studi d’artista, interviste, approfondimenti, video-pillole con esercizi creativi – che poggia proprio su queste risorse, naturalmente identificate da artiste e artisti africani come strumento per far sentire la propria voce al di là della stampa tradizionale.

La mostra è visitabile su prenotazione i mercoledì, giovedì e venerdì di luglio scrivendo preventivamente a prenotazioni@iodeposito.org