B#Side War

B#Side War nasce nel 2014 come rassegna culturale e artistica diffusa, con lo scopo di indagare i lasciti e i retaggi delle guerre mondiali e delle guerre del XX° secolo alle nuove generazioni.

Dai primi eventi in Italia e in Slovenia, nell’arco delle sue prime quattro edizioni, il festival ha velocemente trovato la sua forma ideale, estendendosi tra il Mare Adriatico, il Carso e le Alpi Giulie –territorio d’elezione- e diffondendo poi i suoi eventi in tutto il mondo: Kansas City, Chicago (USA), Londra (UK), Toronto (Canada), Pirano, Izola (Slovenia), Ieper (Belgio), Copenhagen (Danimarca), Windhoek (Namibia), Kinmen (Taiwan) e presto anche a Buenos Aires (Argentina) e a San Pietroburgo (Russia).

“Il festival è nato una mattina, camminando nei pressi del Sacrario di Redipuglia e del Colle Sant’Elia: la luce, il vento, la sagoma austera dei cipressi rendevano palese l’atmosfera improfanabile di un luogo che è diventato simbolo della perdita. Al contempo il linguaggio delle forme del monumento, reiterato e retorico, strideva, svelando l’ambivalenza della guerra: culture di confine contro stato centrale, famiglie contro eserciti, esseri umani contro armi, narrativa nazionale contro memoria locale. Una sensazione fortissima di connessione con le generazioni del passato, e la visione del lascito delle guerre mondiali alla nostra generazione, finalmente chiaro nella nostra percezione, amplificato dal silenzio e dal rumore dei passi: sotto ai piedi le ossa di 100.000 uomini.

In quel momento il mio amico e collega Joshua disse che proprio in quel luogo immaginava un grande cubo, rosso, illuminato dal di dentro, vibrante, pieno di suoni acquatici, che riproducesse la volumetria esatta del sangue di quei centomila uomini, lavato via così in fretta.

Scesi dal colle con l’idea di stendere un progetto per ricreare quella rossa visione: raccolsi a chiamata Tancredi ed Emiliano e in due settimane avevamo non solo il progetto dell’installazione In-Cubo, ma quello di una vera e propria rassegna.

Tre anni dopo avevamo più di 200 artisti, provenienti da più di 50 paesi, tutti accomunati dall’idea che esiste un bagaglio che è necessario portare alla luce: scomodo, invisibile, spesso inconsapevole e negato, che ci trasciniamo anche a generazioni di distanza, trasmessoci quasi a livello del nostro dna… è il trauma della guerra”.

Chiara Isadora Artico, fondatrice del festival

 

B#Side War rappresenta un caso unico nel panorama internazionale: interventi artistici e sperimentali che agiscono sulla memoria e sulla storia, che mirano ad incentivare l’avvicinamento delle persone al nostro passato bellico condiviso, mirando a riportare la riflessione al mondo di oggi attraverso l’indagine delle eredità e dei lasciti delle guerre che nell’arco del secolo hanno colpito il mondo.

La rassegna si fonda sull’idea che il forte potere simbolico e di significazione delle arti contemporanee, possa aiutare a sondare le profondità della nostra coscienza individuale e collettiva, sciogliendo il trauma della guerra (che silenziosamente e inconsapevolmente viene trasmesso da generazione a generazione) e portandoci a contatto con l’esperienza umana di chi ha vissuto il conflitto.

Prodotta dalla Ong IoDeposito (www.iodeposito.org), la rassegna coinvolge ricercatori, curatori, musei, istituzioni culturali e un vivaio di più di 200 artisti provenienti da 55 paesi del mondo, una rete di 67 partner internazionali, nazionali e locali, ed è patrocinata e sostenuta dall’Unesco, dal Consiglio d’Europa e dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.

Gli eventi organizzati sono molteplici e riguardano principalmente:

  • Mostre d’arte contemporanea, di artisti che si sono confrontati con il tema dei retaggi contemporanei delle guerre del ‘900 e dei conflitti coloniali;
  • Talks con artisti e curatori;
  • Interventi artistici installativi site-specific in luoghi significativi per la storia dei conflitti mondiali;
  • Pubblicazioni, ricerche, presentazioni delle ricerche e di pubblicazioni;
  • Conferenze sulla museologia, curatela e pratiche espositive relative alla Grande Guerra e ai conflitti del ‘900;
  • Eventi speciali di video arte e sound art, performances, residenze d’artista.

 

Cataloghi:

 

Witness Corner Marked by Manca Bajec
The Starting Point is somewhere in the middle_by Nathalie Vanheule
In-Cubo by Joshua Cesa
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