Davanti a Trieste Esperienze di un fante sul Carso

di Mario Puccini

Ora, non c’è, in cielo e in terra, la lotta violenta di qualche ora fa. Né granate scoppiano, né mitragliatrici ronzano.
È pace.
E bisogna cantare. Se le braccia non hanno più forza, se il corpo è stracco e perso, se tutto il mondo è caduto, sorride, ora, la vita.

Nel settembre del 1916 sul Carso, nel settore tra Oppachiasella e Nova Vas, il sottotenente Mario Puccini registra con l’occhio dell’uomo di lettere la terribile esperienza del suo plotone: ne scaturisce un racconto per quadri nel quale si alternano voci e personaggi a descrivere la vita del soldato semplice. Un diario che, all’insegna della sincerità, scava nella memoria per arrivare a una sorta di personale resa dei conti con l’esperienza di guerra e che si chiude su una nota di rimpianto per la mancata partecipazione emotiva – ma la complicità è evidente – imposta dal rapporto gerarchico, alla vita dei propri uomini. Un commiato malinconico che chiude un’opera notevolissima, scritta da una penna in grado di variare il registro dello stile e dei contenuti dal basso della noiosa quotidianità in prima linea alla concitazione dell’assalto e alla riflessività del riposo nelle retrovie.

Mursia, Milano, 2016
206 p., brossura
ISBN 9788842557760
prezzo consigliato €12,00

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