Al suon de’ mormoranti carmi Magia e scienza nell’epica tra Cinque e Seicento

a cura di Tancredi Artico e Angelo Chiarelli

Tema tanto affascinante, quanto imprevedibile, la magia rappresenta una cifra capitale per addentrarsi nel complesso mondo della scrittura epico-cavalleresca del Rinascimento e del Barocco: da Boiardo al Seicento inoltrato essa si ripropone con costanza, accompagnando l’evoluzione del genere e, più alla larga, di tutta la cultura occidentale. Gli studi offerti in questo volume, adottando metodologie di lettura storico-letterarie affini tra loro, affrontano la questione dell’uso e della funzione della magia nel poema in ottave, nelle intercapedini di un discorso che è complicato dall’affacciarsi delle novità scientifiche. Tra polemica e fascinazione, la magia inonda le ottave della tradizione italiana che si affaccia sulla prima modernità. I saggi qui proposti ne studiano il labirintico itinerario, attraverso l’analisi di singoli casi riconosciuti come emblematici di tendenze ben definite e altamente rappresentative: il disincanto di Ariosto, l’inquietudine di Tasso, la seduzione (tutta estetica) di Marino, sono alcuni tra i punti di vista di una scena tanto ricca, quanto frastagliata, ma sempre incline a conferire un ruolo centrale al tema magico.

Vecchiarelli, Manziana, 2019
XI, 278 p., brossura
ISBN 9788882474287
prezzo consigliato €45,00

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