LABYRINTH

26.03.2019 | Notizie

Sul Carso Goriziano, in uno spazio aperto non convenzionale, si sviluppa questa installazione diffusa fatta di micro-interventi multimediali e materici, di stoffe, di oggetti materici e da un sistema originale di orientamento che vuole portare i visitatori nella logica di fruizione di un labirinto, nei meandri della storia di un luogo de-militarizzato e de-industrializzato.

Una piccola porzione di periferia urbana Carsica, tra Fogliano Redipuglia e Sagrado, ha ospitato l’installazione temporanea nell’ambito del festival B#Side Peripheral Visions, dedicato alle visioni perifieriche.
Labyrinth, più che un’installazione, è una specie di sistema di orientamento nella storia, nelle esperienze di chi ha vissuto il passato: edificata e aperta al pubblico ad inizio ottobre del 2018, chiude il suo ciclo nel fine settimana del 30-31 marzo 2019: un ultimo week end di viste guidate e laboratori prima che sia rimossa dalla periferia urbana che la ospita e che l’ha generata, zona che per sua particolare conformazione è costellata da luoghi di sepoltura delle guerre mondiali, caserme militari, sacrari e monumenti, trincee che affiorano tra le case, grandi gettate di cemento e piccoli prati parcellizzati.
L’opera d’arte è un labirinto di garze, stoffe, carta, liberamente fruibile in spazio pubblico, in cui vengono realizzate proiezioni multimediali (grazie ai particolari schermi progettati dall’artista Joshua Cesa), ma l’installazione comprende contribuiti e video di molteplici artisti Under 35 -Giovanna Bressan, Adrea Tessari, Alberto Girotto, Mattia Balsamini, Michal Hustaty, Lenka Kuricova, Alessandro Senno, Mattia Cesaria & Giulia De Martiis, Anastasia Vepreva, Nathalia Tikhonova- La logica premiante del percorso è quella del labirinto, che è rappresentazione metaforica del passato delle popolazioni del Carso nella prima guerra mondiale, in grado di contenere, nel suo insieme di elementi apparentemente disgregati ma unitari, l’esperienza di chi è sepolto nella periferia carsica, scandita da luoghi di sepoltura, cimiteri e sacrari che confinano con case e fabbriche.

L’installazione si nutre delle memorie locali: gli artisti hanno ricercato attivamente i ricordi della guerra, soprattutto la prima guerra mondiale, nelle parole e nelle memorie dei locali, attraverso 4 sedute di lavoro di ascolto e di relazione con gli anziani e le famiglie di Fogliano Redipuglia. Invitiamo tutti i visitatori a voler prenotare una vista guidata, per arricchire il senso dell’installazione con il racconto delle loro memorie familiari.

Il festival ha visto la partecipazione e il supporto di SIAE, SILLUMINA, MIBAC, REGIONE FVG, DEMANIO FVG, promoturismo fvg.
Per informazioni e visite guidate: info@iodeposito.org / +348 7768935

Con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia (eventi e manifestazioni sulla Grande Guerra), con il sostegno di Fondazione Carigo

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi